
60 La luna nell’acqua
In un istante per la monaca Chiyono svanì l’incantesimo:
il secchio pieno di acqua in cui stava guardando riflessa la luna
si ruppe, lasciando il vuoto nelle sue mani e nella sua mente,
portandola all’illuminazione che aveva cercato per tutta la vita.
Nella bella storia che la filosofia dello Zen ci tramanda
troviamo le parole di Chiyono che descrivono quel momento:
“In un modo e nell’altro ho cercato di sorreggere il secchio
sperando che il debole bambù non si sarebbe mai spezzato.
Improvvisamente il sostegno si è rotto.
Non più acqua, non più luna nell’acqua,
il vuoto nelle mie mani”.
La luna piena che vediamo riflessa nell’acqua non è la vera luna.
Quando il secchio si rompe e l’acqua scorre via c’è uno shock,
per un momento la nostra mente rimane sospesa in silenzio,
si ferma improvvisamente il chiacchiericcio che sempre la ingombra.
Come anche per Talete che cadde nel pozzo, in mille situazioni di vita
può succedere qualcosa che ci lascia scossi e senza parole.
L’inaspettato irrompe nella nostra esperienza e scombina i giochi,
ci costringe a ripensare noi stessi e il nostro rapporto col mondo.
E allora ci rendiamo conto che non conosciamo la realtà come è in sé,
vediamo la sua immagine riflessa attraverso il filtro della nostra mente.
Tutte le antiche Vie di meditazione insistono su questo insegnamento:
se non riusciremo a liberarci dalla zavorra del passato
il nostro sguardo sul mondo rimarrà confuso e frammentario,
non potremo vedere le cose nella loro vera realtà,
ci fermeremo alla descrizione del riflesso sull’acqua,
non contempleremo la luna reale, ma solo la sua immagine.
Il secchio di Chiyono è una metafora della nostra mente
sempre dibattuta tra sensazioni, pensieri, ricordi ed emozioni,
appesantita dai giudizi e dalla descrizione concettuale delle cose.
Quando però si crea un momento di vuoto il pensiero si ferma,
si fa più chiara e profonda la percezione del presente,
i sensi si fanno più vivi, la coscienza si eleva e si espande.
La nostra mente si volge sempre al passato conosciuto
dove trova credenze e convinzioni che la rassicurano
per ciò che riguarda l’interpretazione del mondo,
ma così si lascia sfuggire la verità del presente.
Meditazione è uscire dalla descrizione delle cose creando un vuoto,
uno spazio dove può darsi il silenzio della contemplazione.
La vera luna, cioè la vera realtà, ora è di fronte ai nostri occhi.
Il debole bambù che sosteneva la nostra visione del mondo
si è spezzato facendo crollare tutte le false certezze.
Caduto il velo dell’ignoranza, sconfitti i demoni del passato,
sorge un’esperienza di illuminazione, di risveglio alla vita.
Una luce nuova si riverbera sulle cose e le rende piene di significato,
come fu per Chiyono che da quel giorno vide con occhio puro la Realtà
e in quella coscienza risvegliata visse luminosa il resto dei suoi giorni.
30 settembre 2022