Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


66 Comunicare oltre la doxa

Viviamo nella società dell’informazione
ma non sappiamo più come comunicare.
Un fiume di parole ci travolge ogni giorno,
invade inesorabile il nostro spazio personale
con una babele di notizie che ci frastorna.
Gli antichi Greci già vedevano questo problema
e tracciavano un netto confine tra doxa e verità.
L’opinione non dice la realtà, è sempre soggettiva,
ogni interpretazione è una visione parziale delle cose.
Con le nostre forze non possiamo cogliere l’intero,
ciascuno racconta solo un frammento del mondo,
che è troppo vasto perché possiamo davvero capirlo.
Le idee sono sempre condizionate da variabili personali,
sono l’aspetto più superficiale della nostra identità
perché volubili, emotive, spesso fragili e contraddittorie.
Se quindi vogliamo conoscere la vera comunicazione,
quella che crea una risonanza tra due esseri umani,
dobbiamo cercare una via che vada oltre la doxa.
Compreso che la battaglia di opinioni non porta risultati,
una volta abbandonata ogni sterile contesa intellettuale,
possiamo approdare ad un altro linguaggio universale,
quello che tutti gli uomini per loro natura conoscono:
la comunicazione che non nasce dall’intelletto,
ma è il linguaggio della nostra realtà più profonda.
Le persone entrano in sintonia, in un contatto empatico,
solo quando tutte le opinioni sono lasciate cadere
o comunque messe da parte come irrilevanti
e con esse le polemiche, le divisioni e i circuiti egoici.
Superate le trappole della doxa, c’è solo spontaneità:
un gesto o uno sguardo, parole intense o il silenzio,
azioni che nascono in modo naturale e innocente.
Ora c’è spazio per l’intuizione e i sentimenti profondi,
importano solo il legame, l’armonia, l’apertura,
il non giudizio, lo spirito di finezza e l’accoglienza.
Le idee e le convinzioni rimarranno ancora necessarie
nella vita pubblica dove noi interpretiamo dei ruoli sociali,
ma per il linguaggio profondo dell’anima saranno vuote.
In una vera relazione umana la doxa è solo un primo passo,
poi la via è quella di togliere tutto ciò che oppone e divide
per arrivare al nucleo dell’umanità dove ci ritroviamo uguali.
Quando resta la pura coscienza spogliata da ogni opinione
tra le persone si crea un nuovo spazio comunicativo
in cui possono fiorire parole e dialoghi di una diversa qualità.
La verità non è in nessuna opinione, non è un fatto mentale,
è un’esperienza esistenziale, è essere al centro di sé stessi,
dove il legame empatico è più importante dell’essere d’accordo.
Le nostre idee mutano continuamente, rimangono alla periferia,
appartengono ad un mondo che segue la logica della doxa.
Se comprendiamo che non siamo le nostre credenze e giudizi,
che la verità è al di là di ogni schema e gioco intellettuale,
allora possiamo far sì che la comunicazione diventi comunione.
L’essere umano che abbiamo di fronte è la cosa più preziosa,
è la verità che si manifesta e richiama la nostra stessa verità.
Gli esseri umani si riconoscono nel loro valore essenziale,
lasciano da parte tutti i conflitti di opinioni come giochi infantili,
guardano a ciò che unisce in modo indissolubile le loro coscienze
e così vivono una delle realtà più belle ed esaltanti per l’uomo.
Da quell’esperienza si può ripartire per ritornare nel mondo,
portando nelle relazioni di tutti i giorni la qualità della comunicazione
conquistata al centro di sé stessi, che esprime ciò che davvero siamo.
Una doxa finalmente purificata, liberata e messa al servizio del Vero.
12 ottobre 2022

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