Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


68 Non fare ombra

La figura a cavallo si stagliava fiera e imponente
di fronte a Diogene il Cinico sdraiato sulla nuda terra.
Lo chiamavano Alessandro il Grande, il Macedone,
l’uomo più potente e temuto di tutto il mondo antico.
Si era messo a capo di un formidabile esercito,
per andare alla conquista delle terre ad Est.
L’invincibile Alessandro non conosceva nulla dell’Oriente.
Avesse saputo che là era la fonte della più antica saggezza
avrebbe forse capito di preparare la sua inesorabile sconfitta
e che non sarebbe più tornato indietro da quel viaggio,
perché ci si può bruciare anche al fuoco della sapienza
quando non se ne conosce la potenza annichilente.
L’incontro con Diogene fu il primo avvertimento
che la sua immagine di vincitore sarebbe presto crollata.
L’aveva portato lì la curiosità di vedere quell’uomo
ritenuto un grande saggio ancorché fuori da ogni schema.
Il Cinico ama vivere come un cane randagio senza patria,
sciolto da ogni legame vive nel momento e lo assapora,
rinunciando ad ogni teoria per una vita pratica di saggezza.
Una botte come abito e dimora, un cane come compagnia,
una vita semplice e ascetica, fatta di nulla ma piena di tutto,
questo era ciò che il saggio Diogene insegnava agli altri,
senza pensarsi maestro perché ciò diventava un’altra prigione.
I due uomini si guardarono negli occhi quel giorno fatidico.
Era l’incontro tra il mondo della guerra e quello della filosofia,
tra una vita consumata alle conquista del mondo esteriore
e una vita tutta votata alla conoscenza del mondo interiore.
Alessandro con la sua brama e il furore delle armi,
Diogene con la serenità di chi è in pace con sé stesso.
Dicono che fu il grande Alessandro a venire dal filosofo
-come sempre accade tra allievo e maestro-
che ebbe da lui alcuni brevi e profondi insegnamenti
e che rimase turbato da quell’uomo che non pareva temere
il suo nome, né la sua fama, né il suo tremendo potere.
Possiamo immaginare che Alessandro vide in Diogene
una serenità e una quiete che lui non aveva mai conosciuto.
La fascinazione del vecchio saggio fu così profonda
che -dicono- per un istante anche il Macedone si fermò
e pensò di congedare l’esercito e sdraiarsi in riva al fiume
per godere di quella magnifica giornata di sole,
cominciando una nuova vita da essere umano libero.
Ma subito l’identità del conquistatore riprese il comando.
Alessandro non era ancora pronto per un salto di coscienza,
doveva compiere grandi gesta, la gloria del mondo lo attendeva,
non era ancora il momento di fermarsi lì, presso sé stesso.
Ma la scena che si racconta fu davvero straordinaria.
Per ringraziarlo dei suoi insegnamenti Alessandro promise
a Diogene che avrebbe esaudito qualsiasi suo desiderio.
Ma la risposta del vecchio saggio non sfiorò nulla di quello
che per lui era importante: non il denaro, non la fama o il potere.
L’unica richiesta fu di poter godere appieno di quel giorno
e così Diogene, rivolgendosi all’uomo che gli si ergeva di fronte:
“Per favore, spostati un poco dal mio sole, non farmi ombra!”
La frase doveva apparire temeraria e offensiva per il sovrano,
ma Alessandro sicuramente capì la lezione e non si adirò.
Per un istante la sua verità gli era apparsa con chiarezza:
egli tentava di oscurare il sole con la sua immagine di potenza,
voleva diventare un invincibile dio mortale sulla terra,
impresa che ogni vera saggezza ha sempre visto come follia.
Facendo ombra egli copriva con un velo la parola di Diogene
e così oscurava anche la luce della propria intelligenza,
tornando nelle tenebre delle grevi passioni umane.
Con un solo gesto Diogene aveva distrutto l’immagine di potere
che Alessandro aveva costruito e coltivato per tutta la vita.
Quell’uomo semplice e randagio era stato il solo a smascherarlo,
ma gli aveva anche indicato il cammino che porta dall’ombra alla luce.
Quell’insegnamento del Cinico Diogene vale ancora per noi oggi:
‘non fare ombra’ è lasciare che la luce della coscienza risplenda,
sia negli altri sia in noi stessi, come un sole che illumina e dà vita.
Allora il potere della saggezza comincia ad operare
dissolvendo i sogni di grandezza e gli imperi costruiti sul nulla,
le false immagini di sé e gli errori di un ego ancora immaturo,
restituendo all’essere umano la sua dignità e la sua bellezza.
La luce del sole è la stessa della famosa lampada di Diogene
che cerca l’uomo e lo trova anche là dove sembra impossibile,
nella figura di Alessandro il Macedone, il grande conquistatore.
18 ottobre 2022

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