Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


134 Lo spazio della meditazione
-Cosa vuol dire meditare?
-Meditare significa vedere la realtà con coscienza pienamente risvegliata.
-Non è pensare o riflettere su qualcosa?
-Quelle sono attività della mente che non hanno nulla a che vedere con la vera meditazione. Non devi confondere i processi del pensiero con la coscienza, perché sono due cose completamente diverse.
-Spiegami meglio questo punto.
-Il fatto di poter osservare tutto ciò che passa sullo schermo della mente dimostra che noi non siamo i nostri pensieri…
-…che sono come oggetti posti davanti a noi…
-Esatto, noi come soggetti possiamo avere idee, immagini, memorie, ecc., ma non siamo nulla di tutto questo. Così come possiamo avere un braccio o non averlo, senza per questo sentirci menomati nel nostro ‘io’. I pensieri vanno e vengono, perlopiù in modo involontario, la coscienza rimane ed è quello che noi siamo, è ciò che ci caratterizza come esseri umani.
-Però anche un animale è cosciente, si accorge di ciò che accade intorno.
-È cosciente ma, almeno per quello che ne sappiamo, non è consapevole di sé. Non è cosciente di essere cosciente.
-Non sa di esistere, quindi non sa neanche di meditazione…
-Chi lo sa, in caso contrario dovrebbe essere riscritta la storia dell’umanità.
-In effetti ho qualche sospetto che il mio gatto sia un contemplativo. È sempre quieto e fa una vita semplice, così nessuno va a importunarlo e vive felice. Tanto per noi rimane solo un povero gatto!
-Un ottimo espediente per levare di torno gli scocciatori. Molti uomini di sapienza nei secoli hanno fatto lo stesso, fingendosi gli scemi del villaggio. Ma questo discorso ora ci porterebbe lontano…
-Allora veniamo al punto che mi interessa di più: come si fa a meditare?
-La meditazione punta alla pura consapevolezza, ad uno sguardo lucido e cosciente sul mondo e su noi stessi. È la via della Conoscenza e della Sapienza, così la chiamavano gli antichi.
-Quali sono le tecniche per arrivare a tutto questo?
-Molte tecniche sono nate tra Oriente e Occidente, ma in realtà la vera meditazione non ha bisogno di una pratica fatta di regole, è semplicemente coscienza aperta al momento presente, consapevolezza totale di ciò che è.
-Credo di aver capito…forse.
-Non basta comprendere con l’intelletto, è necessario farne un’esperienza esistenziale, allora tutto si chiarisce e diventa ovvio. Se ad esempio vuoi conoscere te stesso, da dove cominci?
-Beh, esamino la mia vita attuale, il mio passato, l’immagine che ho di me, il mio carattere, i miei obiettivi, i principi e le convinzioni, ecc.
-Un cammino senza fine nella memoria e nella mente che non ti porterà mai davvero al nucleo di te stesso.
-Perché?
-Tu sei adesso. La mente è tutta costruita sulla memoria che è il passato, qualcosa di morto che non vive mai nel presente. Il pensiero non può mai dire ‘ora’, non può afferrare la realtà vivente dell’adesso. La mente è un processo meccanico basato su schemi, concetti, calcoli e pregiudizi. Arriva sempre dopo a inquadrare e a giudicare gli eventi sulla base delle passate esperienze.
-Quindi pensare la realtà non è vedere la realtà così com’è ora. È in un certo senso farsene un’idea.
-Certo. È ovvio che il mondo concettualizzato nel pensiero non è il mondo reale.
-È quello che dicono oggi anche le neuroscienze e la fisica quantistica. Il pensiero non è la realtà. La realtà appresa nel pensiero è solo…pensiero.
-Dobbiamo accettare che la nostra mente è come una macchina, per quanto straordinariamente sofisticata ed efficiente.
-Questo è un po’ difficile da accettare. La nostra mente sembra un meccanismo come un algoritmo dell’Intelligenza Artificiale! Ma se noi siamo esseri meccanici allora che ne è della nostra libertà?
-La libertà dell’essere umano non devi cercarla lì, non nell’attività del pensiero.
-Ah, ho capito. Devo spostarmi su qualcosa di un livello diverso, la coscienza.
-Sì, più precisamente sulla consapevolezza, è ciò che essenzialmente siamo.
-In effetti un essere meccanico non può essere cosciente, né decidere o volere, né sentire o provare emozioni, né sapere di sé, né agire in modo disinteressato, né creare il nuovo, perché una macchina per definizione non ha libertà di scegliere cosa essere.
-Mentre la coscienza è per definizione sempre libera, è il luogo interiore inviolabile della nostra vera realtà. Naturalmente qui non ci riferiamo ad una ‘coscienza’ politica, religiosa, ad una appartenenza sociale o culturale…
-…Che sarebbero sempre e solo un prodotto del pensiero…
-Sì, intese in questo contesto e in questo senso sarebbero solo forme di condizionamento derivate dalla collettività, per quanto nobili e apprezzabili in sé.
-Da quello che abbiamo detto credo di capire che la domanda sui vantaggi della meditazione sia del tutto impropria.
-Non è questione di trovare un utile. Questo è ancora il modo di pensare ordinario di chi si identifica con la mente calcolante. Noi, spinti dal sincero desiderio di conoscere noi stessi, vogliamo solo capire chi siamo. Niente di più.
-In effetti sembra incomprensibile che molte persone possano vivere senza mai chiederselo. La domanda è subito sul vantaggio dell’indagare su di sé. Povero Socrate che ha cercato di insegnarci il ‘conosci te stesso’!
-Tranquillo, Socrate se la cavava benissimo. Io sarei più preoccupato per noi, uomini della contemporaneità smarriti e addormentati.
-Però molti ti direbbero che vivere senza pensare sarebbe come essere dei vegetali.
-È ovvio che si deve usare il pensiero nella vita ordinaria e non è necessario spiegare il perché. Ma per ciò che riguarda la conoscenza di sé la via della meditazione e della consapevolezza è l’unica che può condurci alla meta.
-E una volta che hai conosciuto te stesso cosa ti accade?
-Provaci e vedrai da solo! Coloro che sono giunti alla meta sono chiamati i Risvegliati. Già questo dovrebbe suggerirti qualcosa.
-Ti risvegli dal sogno della mente?
-Certo, è uscire dalla meccanicità per vivere nella libertà come esseri umani completi, per la prima volta.
-Capisco che qui il discorso sarebbe lungo. Allora vediamo da dove si può cominciare per meditare.
-Al di là delle diverse tecniche, che puoi comunque sperimentare, andiamo subito all’essenziale: devi disporti in un atteggiamento di ascolto e di massima vigilanza e osservare con distacco finché la mente comincerà ad acquietarsi e la folla dei pensieri a diradarsi. Allora la consapevolezza si farà più nitida. Il resto verrà da sé con il tempo. È un cammino nell’introspezione che richiede impegno, serietà e costanza. La cosa più difficile è non cercare un risultato, non aspettarsi nulla, perché questo, prefigurando col pensiero un futuro, farà perdere subito la coscienza del presente.
-Un ultimo dubbio. Noi abbiamo ragionato a lungo e quindi abbiamo utilizzato la mente pensante che, se ho capito bene, è il principale ostacolo quando vogliamo meditare.
-L’intelletto va usato come un trampolino verso la meditazione. Il pensiero deve arrivare ai suoi limiti perché possa aprirsi lo spazio della presenza consapevole. Dopo la parola il silenzio, dopo il concetto la chiarezza del puro vedere.
1 ottobre 2023

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