
72 Oltre il principio di polarità
L’uno non sarebbe l’uno se non ci fosse anche il due.
Una realtà si definisce solo se c’è la possibilità di un rapporto.
Se immaginiamo l’uno come un punto dobbiamo pensarlo inesteso,
né disco né sfera, perciò una realtà priva di qualsivoglia grandezza,
un concetto contraddittorio se riferito al mondo concreto dei sensi.
L’uno è un ente reale solo quando viene immaginato in una spazialità,
dove è concepibile una differenza che ne stabilisce posizione e confini.
Solo quando il primo numero si rapporta e si distingue da un secondo
si determina una prima distanza tra diversi, uno spazio degli eventi,
un luogo dove qualcosa può accadere nel movimento tra opposti.
Dalla prima dualità seguiranno poi altri numeri e grandezze,
calcoli e operazioni di moltiplicazione e divisione, all’infinito.
Questo è il principio della polarità che vediamo in azione nel mondo,
da cui si generano tutti i fenomeni in una variazione inesauribile.
Osservando il gioco degli opposti che ovunque si manifesta,
tenendo presente che la radice di ogni cosa è l’unità originaria,
capiamo però che nella separazione tra opposti c’è un problema:
la dualità implica frammentazione, limitazione, parzialità e non verità.
Nulla di ciò che è incompleto può avere forza, bellezza e autonomia,
nessuna parte può rappresentare il senso dell’intero cui appartiene.
Una realtà viene ad essere solo grazie alla presenza del suo opposto:
se c’è il vero è perché l’esistenza del falso glielo permette e viceversa,
Ciò significa anche che le istanze in opposizione sono un’unica cosa,
un intero che nella dicotomia dualistica si mette in movimento e si articola,
ma che solo in apparenza si sdoppia in fenomeni dai caratteri incompatibili.
Ogni coppia di opposti inoltre può sempre produrre una realtà nuova.
I due poli di una batteria si respingono, si oppongono e si combattono,
ma al tempo stesso concorrono al fenomeno della corrente elettrica.
Non potendo esistere e operare indipendentemente l’uno dall’altro
gli opposti devono comporsi in un accordo più profondo e dialettico,
dando vita ad una realtà che non era prima in essi contenuta,
sintesi e trascendimento delle limitazioni di entrambe le parti.
Gli antichi definivano ‘diabolico’ tutto ciò che divide e separa,
ma sapevano che il principio diadico della suddivisione
moltiplica, svolge e mette in movimento la primitiva unità
che altrimenti rimarrebbe statica e chiusa in sé stessa.
Il negativo e il positivo sono realtà interdipendenti,
due approcci e due modi diversi di osservare le cose,
entrambi necessari perché sia colta la verità del reale.
Da tutto questo discende anche il nostro compito di uomini:
cercare l’unità che si nasconde in tutto ciò che accade.
Collegare, riconciliare, rimettere insieme le realtà separate
è qualcosa che può essere fatto solo dalla coscienza umana.
Trovare l’unità dietro l’apparente divisione è un mettere ordine
sia fuori sia dentro di noi per dare senso al nostro vivere,
è un passare dal caos al cosmo, un vero atto di creazione.
Il mondo della dualità va conosciuto in ogni suo aspetto,
perché può essere trasceso solo ciò che è stato vissuto.
Poi deve essere intrapreso il cammino per superare la polarità
che sempre inganna e vela la comprensione dell’intero.
Qui possiamo tornare ancora una volta all’antica sapienza greca
riprendendo il famoso enigma che la Sfinge pone ad Edipo,
mito che simbolicamente descrive il percorso di vita dell’uomo.
Ogni individuo vive tre età che sono altrettanti livelli di coscienza:
l’essere umano costituito dapprima dai quattro elementi come corpo
diventa poi conscio del mondo della dualità usando il suo intelletto
per ricomporre tutta la sua realtà in unità consapevole come spirito.
L’uomo saggio muove sempre alla riconquista dell’intero,
non essendo più ingannato dal divenire delle cose nel mondo.
Il frammento individuale ha compreso il gioco degli opposti,
ne vede la bellezza, la complessità e il profondo significato,
ha capito il senso del proprio vivere e il cammino che lo aspetta,
ora sa come ritornare all’unità che tutto abbraccia e trascende.
3 novembre 2022