Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


82 Un punto nello spazio

Un piccolo punto si muove nello spazio
tracciando infinite linee in ogni direzione.
Lo spazio è illimitato e senza confini.
Il movimento è libero e imprevedibile.
Quel punto è l’unica realtà esistente
in un immenso vuoto che lo accoglie.
La velocità di quel punto intelligente
è infinita, inconcepibile per la mente.
Essendo il moto infinitamente veloce
non serve il tempo perché tutto accada,
ogni spostamento è immediatamente dato
in un senza-tempo dove tutto è presente.
Ciò che per noi è la definizione dell’Eternità.
Quel punto si trova ovunque nello spazio,
è simultaneamente qui e là, sopra e sotto,
in ogni luogo degli infiniti luoghi possibili.
È Onnipresente in tutto, quindi è il Tutto.
Al tempo stesso non è in nessun luogo,
è anche nel nulla, quindi è il Nulla.
È Presenza e Assenza, Realtà e Vuoto,
Tutto e Nulla, è coincidentia oppositorum.
Quel misterioso punto è inoltre cosciente,
tutto conosce di sé non essendoci altro
che gli sia estraneo, quindi è Onnisciente.
Essendo l’essere che esiste come Tutto
è anche l’unico agente non avendo altro
che possa limitarlo, quindi è Onnipotente.
È la realtà prima, perfetta e inconoscibile,
ciò che possiamo chiamare l’Assoluto.
Come dal seme nasce una pianta rigogliosa,
così da un granello di essere le ‘diecimila cose’.
L’origine del mondo in tutta la sua molteplicità
è in quel primo Tutto-Nulla che diventa cosmo
quando limita – apparentemente – sé stesso
nella percezione soggettiva di enti individuali
che lo rifrangono in infiniti punti-mente separati.
Così si manifesta il sogno della creazione:
la velocità infinita del primo Principio degrada
dividendosi in innumerevoli livelli di movimento,
frequenze vibrazionali, onde ritmiche e fluttuazioni
che diventano tempi e luoghi, colori suoni e forme,
dunque tutte le cose e tutte le realtà concepibili.
La percezione, la sensazione e le forme-pensiero
che creano l’illusione di una realtà esperienziale
sono una visione parziale e distorta di quel Tutto,
che continua a permanere inviolato nel suo essere.
Ciò che chiamiamo mondo reale è solo apparenza
che si forma nella mente limitata della singolarità.
Nel suo movimento infinito il punto primordiale
ha già percorso tutte le possibili vie dell’essere
in un istante senza tempo, in uno spazio senza luogo,
in un’illimitata libertà che è creazione senza confini.
Nella pellicola di un film la storia è già tutta compiuta,
se essa scorre lentamente vediamo le singole scene,
se invece passa tutta in un attimo non vediamo nulla.
Allo stesso modo nel Tutto ogni possibilità è già data,
ogni evento accade perché è già avvenuto da sempre,
compreso in un non-attimo eterno che è l’Intero in sé,
dove l’infinita velocità coincide con la totale immobilità.
Solo quando il movimento rallenta sorge il ‘pensare’,
ovvero il distinguere, il percepire e il definire le cose,
allora appare la realtà come noi la conosciamo.
È nella natura del Tutto-Nulla creare universi di vita
dove ciò che si manifesta ‘è’ e al tempo stesso ‘non è’,
in un infinito divenire che non tocca l’Unità originaria.
Non c’è ragione che possa spiegare questo mistero,
ogni tentativo di comprendere appartiene al frammento,
è dunque inevitabilmente destinato al fallimento.
Il finito non può in nessun modo concepire l’infinito.
La natura del puro Essere rimane imperscrutabile
come l’esistenza del mondo, impenetrabile arcano.
Solo quando il livello di coscienza-consapevolezza
si eleva in frequenza a sfiorare la soglia dell’infinito,
-senza mai poter varcare l’ultimo insuperabile confine –
riluce un primo estatico barlume di intuizione di Ciò che è.
17 dicembre 2022

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