
77 L’Uno al di là dell’essere
-Lo splendore della luce rischiara le anime confuse e perse negli abissi della materia quando una profonda nostalgia le assale e un fuoco sacro le ispira volgendole alla ricerca dell’Uno… Parole simili si dice che il filosofo rivolgesse ai suoi discepoli per descrivere con il povero linguaggio umano la visione del glorioso ritorno dell’uomo al Primo immortale.
-Sappiamo qualcosa di particolare della vita di questo singolare pensatore?
-Plotino non voleva ci fosse di sé alcun ritratto o biografia, perciò noi rispettiamo la sua volontà e ci concentriamo sulle sue idee.
-Sì, ma perché voleva essere una sorta di uomo “senza storia”?
-Rifiutava di sé ogni immagine e racconto per vivere nella più assoluta semplicità, cosa che considerava la più desiderabile forma di vita per un uomo, la più vicina all’Uno.
-Ho letto qualcosa della filosofia plotiniana, ma la trovo difficile, mi sembra troppo distante dai problemi e dalla sensibilità del mondo contemporaneo.
-È sicuramente una metafisica impervia e complessa, ma, proprio perché è un pensiero “altro” rispetto a quello omologato che oggi prevale nella nostra società, può avere una sua forza dirompente…
-…e quindi può apparire paradossalmente attualissimo.
-Sì, il pensiero che cerca la verità è sempre nuovo e antico ad un tempo, non invecchia e non passa di moda, è una sfida che percorre i secoli e si rinnova ogni volta che un’intelligenza la accoglie.
-Qual è il concetto più originale delle Enneadi?
-È certamente quello dell’Uno. Il mondo greco ha sempre cercato di spiegare la molteplicità e per questo ha costruito una grandiosa metafisica dell’essere. I molti si possono spiegare solo riconducendoli ad uno o più principi che li unificano. Plotino porta avanti la riflessione di Platone e Aristotele con quella che chiamiamo la metafisica dell’Uno.
-In effetti, di fronte ad ogni realtà ci chiediamo che cosa le dà l’unità, qual è il principio unificatore – come l’idea, la forma, la sostanza, ecc. – che ad esempio fa essere ‘albero’ quell’ente composto da tronco, radici, foglie, rami, gemme, frutti, linfa, ecc.
-…Come accade per un’orchestra, una famiglia, un esercito o un corpo vivente, qualcosa unifica le parti e le compone creando una realtà di livello superiore. Ciò che dà unità a una molteplicità, dice Plotino, è propriamente ciò che dà l’essere e genera. Una cosa riceve l’essere dal principio unificatore che le conferisce il suo stato ontologico e le permette di definire sé stessa.
-Quindi l’unità viene prima dell’essere, lo supera e ne è la causa generatrice.
-È proprio così per Il nostro filosofo. Se risaliamo all’Uno-Tutto come suprema Causa di ciò che è possiamo dire che l’Uno viene prima dell’Essere, è il vero primo Principio, è la Realtà ultima che fonda ogni altra realtà transeunte del sensibile e dell’intelligibile.
-Ma se l’Uno è Prima causa di tutto ciò che esiste, è quindi Dio?
-Possiamo certo usare questa parola tenendo presente però che quella plotiniana è una ‘gnosi’ filosofica, non una gnosi religiosa e che egli non intende assolutamente l’Uno-Dio come persona. Il suo è un sistema filosofico in cui non sono contemplati la fede e il credere come nelle religioni, ciò che conta è comprendere, capire la realtà dell’Uno per ciò che è possibile nei limiti della ragione umana.
-Qui però c’è un punto che mi confonde: se l’Uno è al di sopra dell’essere, che cosa è? O meglio, come fa ad ‘essere’ qualcosa se si pone oltre l’essere? È o non è? Essere o non essere?
-In effetti questo è uno dei concetti più ardui della filosofia di Plotino che apre la via a quella che in seguito sarà chiamata “teologia negativa”.
-Ho presente molti mistici che hanno affermato la stessa cosa: di Dio non puoi dire ciò che è, puoi dire solo ciò che non è…
-Dell’essere puoi dire ciò che è perché si determina e si definisce, si differenzia e si particolarizza nell’ambito del molteplice. Dell’Uno non si può predicare nulla perché essendo al di là dell’essere non rientra in nessuna categoria del sensibile e dell’intelligibile. In questo senso dell’Uno non si può dire né che è né che non è. È oltre ogni oltre senza essere oltre e senza essere l’essere. Come vedi le parole sono impotenti a definire l’indefinibile che sfugge a ogni tentativo del pensiero. Un enigma che trascende le possibilità umane di comprendere.
-E quindi, poiché il pensiero pensa sempre qualcosa, cioè l’essere, se il Primo principio è al di là dell’essere non lo si può in nessun modo concepire e pensare. Si può solo usare un linguaggio ‘negativo’.
-Esattamente. Vedo che ti sei già posto nella visione plotiniana. Aggiungiamo che il pensiero non può cogliere l’Uno anche perché il pensare richiede sempre lo sdoppiamento tra soggetto e oggetto, tra pensante e pensato, una dualità che non è compatibile con il Principio di Unità.
-Una filosofia davvero profonda e raffinata. Ma qual è il vantaggio di pensare il Primo principio come qualcosa che è più simile al nulla che all’essere come noi lo concepiamo?
-Il concetto di Uno è ovviamente il frutto di un’alta e sottile speculazione filosofica, contiene una necessità connessa ad un rigoroso ragionamento: ciò che ha una forma si mantiene nella sua identità e diventa causa solo in senso relativo, in base al suo essere particolare; solo ciò che è senza forma può essere causa di sé e di qualsiasi determinazione. Solo dall’Informe Assoluto possono nascere infinite realtà in una creatività senza limiti.
-So che Plotino cerca comunque di “descrivere” l’Uno, usando espressioni e parole di un fascino straordinario…
-… e toccando davvero i limiti del pensiero umano che non può spingersi oltre perché condannato a muoversi solo entro il recinto dell’essere. Le Enneadi sono piene di riferimenti e “definizioni” dell’Uno: Dio, Primo principio infinito, illimitato, privo di forma ed essenza; Causa prima inesauribile, impensabile e inconcepibile, al di là dell’essere e di ogni determinazione. L’Uno è Principio di unità che pone sé stesso senza causa, non dipendendo da spazio, tempo, condizioni e categorie. È il Primo senza secondo, l’assolutamente Altro, il Senza-forma ineffabile di cui si può dire solo ciò che non è, fonte senza limiti di ogni realtà, mistero che oltrepassa e rende inane la parola…
-C’è davvero qualcosa che affascina in queste espressioni che nelle opere del filosofo assumono il carattere di un volo lirico e poetico di incredibile potenza e bellezza…
-Ecco, vedo che anche tu cominci a sentire un poco quella nostalgia di cui parlavo all’inizio cercando di imitare il linguaggio plotiniano. Perché il concetto di Uno di questo maestro è solo il primo passo di un lungo cammino filosofico. Ma questa è un’altra pagina che merita di essere approfondita in una prossima occasione.
-Una nuova puntata come in una specie di serial filosofico? Sono d’accordo! Ormai catturato dalle grinfie di Plotino voglio coraggiosamente andare fino in fondo e vedere dove ci porta questo sorprendente itinerario del pensiero…
23 novembre 2022