Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


79 La caverna dell’ego

Dobbiamo sempre tornare alla caverna di Platone,
perché il suo mito è una delle più belle metafore
che siano state concepite dal pensiero filosofico.
Platone riprende dall’antica tradizione dell’Orfismo
l’idea di un’anima immortale caduta per una colpa
giù nel mondo sensibile, nella prigione del corpo.
La materia è regno di oscurità, errore e confusione,
luogo infero senza possibilità di virtù e di riscatto.
Il corpo è dominato dal desiderio e dall’impulso,
sordo ai richiami della ragione diventa un velo
che offusca lo sguardo dell’anima e la incatena.
Nel mito platonico il corpo è proprio quella caverna
che tiene gli uomini nella prigionia dell’illusione.
Solo un gesto di libertà può essere la via salvifica
che scioglie dai ceppi e ridona la vista della luce.
La caverna è quindi allegoria del mondo sensibile,
del corpo, dell’opacità dei sensi e del pensiero,
di ciò che fatalmente ci vincola alla materialità.
Ma la forza dei miti è che la loro interpretazione
offre una pluralità di prospettive e significati
che si adattano ai tempi e alle nuove sensibilità
Possiamo dunque reinterpretare la caverna
con un linguaggio più vicino al nostro sentire,
facendone simbolo del nostro ‘ego’, il falso io,
che distorce la realtà e la chiara visione del sé.
Uscire dalla prigione sotterranea significa liberarsi
dall’ignoranza e dal miraggio di un’identità fittizia,
quella di un ego irreale costruito dal pensiero
su un cumulo di desideri, sogni, speranze e follie,
per ritrovare l’io perduto, la nostra vera essenza,
la coscienza di sé che si offre limpida e luminosa
La struttura egoica rivela la sua inconsistenza
quando ne vediamo il costruirsi e il mutare nel tempo,
perché ciò che è acquisito è destinato a non durare,
mentre ciò che è da sempre permane nel suo essere.
È una costante auto-osservazione a spazzare via
false idee e pregiudizi, paure e inibizioni, sogni e chimere,
per ritornare al vero io, consapevolezza sempre-presente,
pura visione di una realtà personale chiara e semplice.
L’ego è una formazione psichica che deriva dal passato,
è la stratificazione di esperienze, idee e concetti
che costruiscono quella che chiamiamo personalità,
la maschera esteriore della nostra identità sociale.
Noi siamo coscienza – questa è l’unica assoluta certezza -,
siamo la realtà prima e indubitabile che chiamiamo ‘Io’.
L’intuizione della nostra essenza è una verità
che non ha bisogno di spiegazioni o dimostrazioni,
è il fatto esistenziale più immediato e innegabile.
Oltre il confine dell’io tutto si fa incerto e confuso,
ad esso si sovrappone un ego che prende il comando
e si smarrisce nel mondo con i suoi giochi e drammi.
Il nostro essere decade dalla consapevolezza di sé,
perde le ali e precipita nel fondo oscuro dell’ignoranza.
Qui ci è di grande aiuto l’immagine del mito di Platone,
con la caverna simbolo universale del buio dell’incoscienza
e insieme metafora della rinascita ad una luce riconquistata.
2 dicembre 2022

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