
91 L’arpa muta
Secondo l’antica tradizione cinese
l’espressione ‘tagliare le corde dell’arpa’
è il segno di una grande e profonda amicizia.
Una storia semplice e bella lo spiega:
C’erano due amici uniti dalla musica,
uno era bravo a suonare, l’altro ad ascoltare.
Il primo toccava le corde e tesseva melodie
per raccontare il mondo e la sua anima.
Il secondo ascoltava con totale attenzione
assorbito dai suoni e dalle vivide immagini
che si creavano nella mente. E vedeva:
montagne, nuvole, ruscelli e verdi boschi,
tramonti dorati, notti, case e focolari accesi…
La musica era per loro un momento sacro
che svelava il mondo nella sua bellezza
e celebrava la loro grande e bella amicizia.
Il tempo passava, non l’amore per la musica.
Ma un giorno l’amico ascoltatore morì.
Allora l’amico suonatore tagliò le corde dell’arpa
e da quel giorno non suonò mai più.
La vera amicizia oltrepassa la morte,
sfida il tempo, non è toccata dal destino,
rimane eterna come tutto ciò che è sacro
nella vita terrena di un essere umano.
È sentire l’altro come una parte di sé,
finché l’io e il tu si sciolgono in un ‘noi’.
La vera amicizia è risonanza, sintonia,
è vivere la stessa vibrazione dell’anima.
Come la musica che ci risuona dentro
con un linguaggio che va oltre le parole,
così l’amicizia crea una comunicazione
dove basta solo un gesto o uno sguardo.
È simile a quel fenomeno degli elettroni
che, anche se separati e posti a distanza,
agiscono e si muovono sempre in sincronia,
come se fossero un’unica cosa indivisibile.
La vera amicizia nasce sempre spontanea,
come un fiore di campo che spunta nel verde
inconsapevole di sé e per questo prezioso.
Nessuno sceglie l’amico, accade da sé
come per tutte le cose belle nel mondo.
La vera amicizia è come la natura e l’arte,
è creazione innocente e senza causa
che ha ogni fine e ragione in sé stessa.
Priva della brama del famelico Eros,
essa è un legame puro e autentico,
scevro da desideri, pretese e aspettative,
che rende pronti a dare tutto di sé
senza chiedere nulla, nemmeno un ‘grazie’.
Amicizia è stare insieme e condividere
senza giochi di potere, plagio o dominio,
è rapporto alla pari tra due esseri umani
che vogliono specchiarsi l’uno nell’altro
per aiutarsi a conoscere meglio sé stessi.
Tagliare le corde dell’arpa che si fa muta
significa aprire una nuova dimensione
che sconfigge la morte col ricordo.
La musica continua ancora, è diventata
il suono senza suono di una melodia
che va oltre i limiti della vita umana.
Ora è il silenzio a parlare, a dire l’indicibile,
a dipingere immagini di questo mondo
e di quell’Oltre che la musica sempre sfiora
e fa intravedere tra le note e le armonie.
Quella vecchia arpa ora è immobile e muta,
ma canta ancora e racconta infinite storie
per colui che sa ascoltare la voce del silenzio,
per l’anima che ha conosciuto la vera amicizia.
20 gennaio 2023