Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


89 Il grande Puzzle

Immagina di avere di fronte un grande puzzle
composto da milioni e milioni di tasselli,
ma di non poterlo osservare come intero,
di poter vedere solamente i singoli pezzi
di quell’immensa e articolata composizione.
Un piccolo tassello separato dall’insieme
sembra non avere senso né ragion d’essere.
Si può esaminare ogni sua caratteristica,
si possono studiare forma, colore e linee,
elaborando ipotesi, definizioni e teorie.
Ma alla fine, mancando una visione totale,
non potendo capire le cause e gli scopi,
quel frammento isolato da ogni contesto
rimane un enigma per noi indecifrabile.
Come infinitesima parte di una totalità
quel tassello non può spiegare il suo perché,
almeno finché viene visto come ente separato.
Se poi lo possiamo confrontare con altri tasselli
troviamo subito differenze e opposizioni,
vuoi per il colore, vuoi per forma o grandezza,
e il mistero si fa ancora più fitto e intrigante.
Allora cominciamo a dividere i pezzi in categorie,
stabiliamo ordini, gerarchie e scale di valore,
separiamo le particelle e le classifichiamo
in termini di bene e male, giusto e sbagliato.
E questo per creare dal caos un cosmo,
una realtà ordinata e razionalmente comprensibile.
Capiamo però che la comprensione del frammento
richiede una visione più ampia e panoramica
con il suo inserimento in una trama di relazioni.
In effetti molti pezzi si collegano fra di loro
in una figura più articolata e complessa,
rivelando un significato di livello superiore.
Vedendo una porzione più ampia del puzzle
tutto comincia ad avere un senso più preciso,
i colori, i contorni e le forme si armonizzano
in un’immagine che pian piano si definisce,
includendo tutte le opposizioni e le diversità.
Tuttavia, anche in una prospettiva più vasta
capace di offrire una comprensione più profonda
siamo ancora lontani dalla visione dell’intero.
Non solo, se il puzzle è di una grandezza infinita
lo sguardo sulla totalità è del tutto impossibile.
Ciò che è senza limiti viene da noi osservato
da un angolo visuale limitato e particolare
cui sfugge il disegno ultimo che dà senso a tutto.
Solo l’infinito può vedere sé stesso come infinito.

La realtà è anch’essa come un grande Puzzle,
è un infinito che si manifesta nella sua totalità,
ma che può essere percepito solo frammentato,
in una prospettiva limitata, angusta e parziale.
La sproporzione tra finito e infinito è il confine
che preclude la visione diretta di ciò che è.
Solo chi trascende il livello dell’individualità
può diventare quell’infinito che guarda sé stesso,
come le antiche Sapienze ci insegnano da millenni.
Abbandonata la propria piccola identità personale,
ampliata la coscienza e la consapevolezza,
liberato lo sguardo dalla ragione discriminante,
non vediamo più pezzi di realtà isolati e slegati.
Ora l’immagine del mondo ci appare per intero,
ogni cosa si trova magicamente al suo posto
mostrando la sua ragione d’essere, la sua verità,
rivelando la sua assoluta necessità.
Perché anche un Puzzle infinito e illimitato
non può mancare del tassello più piccolo
se vuole essere un tutto completo e perfetto.
Ciò significa che ogni atomo, ogni frammento
dà all’infinito la possibilità di essere ciò che è,
porta già con sé tutta l’essenza di quella totalità.
Per conoscere il Tutto dobbiamo diventare il Tutto.
L’impresa sembra impossibile finché non scopriamo
una verità che ci illumina e ci guida nella ricerca:
essendo tasselli necessari del grande Puzzle,
noi siamo sempre nell’intero, siamo noi stessi l’Intero.
15 gennaio 2023

Home Articoli