
87 Clinamen
Nell’universo materiale dell’Atomismo greco
infiniti atomi cadono nel vuoto in modo rettilineo
muovendosi per pura legge meccanica del peso,
senza alcuna intelligenza che ne diriga il corso.
Sarebbero destinati a non incontrarsi mai
come rette parallele che non possono toccarsi,
secondo le perfette geometrie della matematica
e la logica inesorabile della pura ragione.
Ma ecco che compare un fenomeno inatteso
che sarà poi chiamato dai Latini Clinamen:
alcuni atomi escono dalla propria traiettoria
e si scontrano, si mescolano e si aggregano
in un caotico e rapido movimento di particelle.
L’ordine e la simmetria che regnavano sono perduti,
ora tutto si fa incerto, confuso e imprevedibile.
Quella deviazione che vìola le regole del numero
crea la novità, la disarmonia, la contraddizione,
in una parola tutta l’immensa vita del cosmo.
Dalla confusione del mescolarsi degli atomi
qualcosa prende forma, si definisce e si anima.
Gli indivisibili privi di coscienza e intelligenza
si accorpano in fenomeni ed esseri viventi,
in ciò che sente, agisce, vuole e pensa.
Ed ecco apparire cose, piante, animali e uomini
in un gioco di frammenti che si uniscono e si separano
ruotando in un ciclo continuo di vita e di morte.
Il fenomeno del clinamen è incredibile e affascinante,
perché appare del tutto misterioso e inspiegabile,
almeno finché si rimane nell’orizzonte materiale.
Come per il big bang della fisica astronomica moderna,
che parla di un punto originario da cui tutto è scaturito,
anche qui sorge la tremenda ineludibile domanda:
Perché? Perché è accaduto? Come si spiega?
Perché un primo atomo ha deviato la sua corsa?
Quale necessità ha fatto sì che il perfetto ordine
si incrinasse per dare spazio a un caos creativo?
Chi o che cosa è stata la causa di tutto ciò?
In effetti anche la geniale teoria degli antichi atomisti
non riesce a sfuggire alla radicale obiezione:
in un mondo meccanico non può nascere il ‘nuovo’,
non ci sono sorprese, paradossi e aleatorietà;
ciò che sottostà alla necessità del determinismo
non può uscire dai binari della causalità materiale.
Un atomo non può “volere” o decidere di essere
qualcosa di diverso da quello che è e fa per natura,
esso subisce urti e attrazioni e si muove e si aggrega
come oggetto passivo e mai come soggetto cosciente.
Quindi la vita del cosmo deve avere un’altra causa,
deve essere scaturita da un’illimitata intelligenza
supremamente libera, prima e pura volontà creatrice.
Quando guardiamo all’infinita diversità del mondo
e ne apprezziamo le forme, i suoni e i colori
non possiamo evitare di vedere in azione il pensiero
di una Mente assoluta che non si mostra mai in sé,
ma si palesa indirettamente nella sua manifestazione,,
nella libertà creatrice della sua magnificente Opera.
L’intelligenza si muove sempre oltre la meccanicità,
è dunque quel clinamen che scompagina le cose
e rimescola e combina gli elementi per creare la vita.
È principio di libertà che può venire solo dalla coscienza
come progetto consapevole, invenzione e scoperta,
mai dal cieco moto che tende inevitabilmente all’entropia.
L’atto creatore è sempre un deviare dal conosciuto,
non come azione inconscia che distrugge e separa,
ma come volontà libera che costruisce nuove realtà.
È il principio che vediamo in azione nella natura,
da cui bellezza, varietà e armonia di un ordine superiore.
Per noi uomini il clinamen ha un significato profondo,
è il principio di libertà che deve guidarci nel pensare,
è lo spirito creativo che deve illuminarci nell’agire.
Clinamen è quando ci rifiutiamo di essere atomi
sottoposti alla fatalità di un ferreo determinismo
affermando con forza la libertà di soggetti autonomi.
In quella declinazione che apre nuove possibilità
c’è tutta l’essenza della vita del cosmo e dell’uomo,
sempre in cammino verso nuove realizzazioni,
tra ricerca di senso, nascita, morte, trasformazione.
9 gennaio 2023