Filosofia oltre il Confine

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131 Lacrime di venerazione

Lacrime di venerazione
tingono le foglie
rosse che cadono.

(Matsuo Basho)

Dall’albero grondano stille di rugiada,
lacrime lucenti sulle rosse foglie
che silenziose cadono volteggiando
in un’estrema danza di morte.
Nella bella immagine che sgorga
dal sentimento poetico di Basho
lacrime di venerazione scendono
ad accompagnare la vita che se ne va.
Ogni accadimento del mondo,
quando osservato in profondità,
mostra sempre la vita e la morte
abbracciate in un circolo eterno.
La pianta vive un momento sacro.
Nelle sue lacrime tristezza e gioia,
rimpianto e speranza si intrecciano.
Il tempo fugge con le sue creature,
pronto a tornare con nuovi colori,
con il rosso della foglia appassita
che sarà poi di gemma che spunta
e di fiore impaziente avido di vita.
L’albero sa da tempo immemorabile
che la morte non è mai davvero tale,
è sempre il preludio a una rinascita,
basta saper attendere la primavera.
L’esistenza cambia le sue forme.
Dal senza-forma dell’immateriale
un’energia prorompe e si muove
a disegnare il volto di nuovi esseri.
Ma le forme che da lì scaturiscono
non sono destinate a permanere,
né possono impedire ad altre realtà
di affacciarsi sulla scena del mondo.
Ogni ente deve accettare il suo destino
e fare spazio nel suo declinare
a ciò che deve venire ad esistere.
È un morire solo apparente
che apre le porte a un nuovo vivere.
Lo spogliarsi del verde è per l’albero
il sacrificio più alto e più bello.
In ogni foglia che si stacca dal ramo
c’è tutto lo spirito dell’essere arboreo
che parla con le sue lacrime
per dire di ciò che è inesprimibile.
È l’unica vera preghiera che conta:
venerare il miracolo dell’esistenza
che si rinnova in ogni momento
in un generoso slancio pieno di vita,
anche nella rossa foglia che cade.
15 settembre 2023

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