Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


130 Euridice non è perduta

Orfeo non lo aveva compreso:
Euridice non poteva essere posseduta,
doveva solo essere riconosciuta
e amata come una parte di sé.
Euridice ammaliata dal suo canto
e di lui follemente innamorata,
morta innocente per infausto destino,
era caduta nel freddo e buio Averno.
Era il Femminile lasciato da Orfeo
nella separazione e nell’abbandono,
nel luogo oscuro della dimenticanza.
Accade con l’amore ancora immaturo,
intriso di ego e di brama del possesso.
Accade quando l’uomo smarrisce
la parte di sé che lo rende completo:
la donna interiore che vive in lui.
Allora la perdita si fa gorgo di dolore
e comincia una ricerca angosciosa
per riunire ciò che si era separato.
Si racconta di un Orfeo disperato
per aver perduto la donna amata
che ricorreva alla sua arte del canto,
capace di sciogliere ogni cuore,
per scendere da umano negli Inferi
e riportare alla luce del vivente
la sua Euridice sepolta nell’oblio.
La grazia era dagli dei concessa.
Ma per ricondurre l’amata alla luce
la magia della lira non bastava,
né lo poteva la bellezza dei carmi.
Un’ultima condizione era imposta,
un atto di fiducia senza riserve,
la prova decisiva per ogni uomo:
confidare nel proprio Femminile
per riguadagnare insieme la luce,
di nuovo riuniti nell’Uomo intero.
È la via della consapevolezza,
della piena coscienza dell’alterità.
Ciò che appare riflesso al di fuori
è ciò che avviene nell’interiorità,
nella coscienza dell’essere umano
che deve sapersi e volersi Uno.
Gettare sull’altro lo sguardo dell’avere
è ridurre la persona a proprietà,
disconoscendo quella Presenza
che può vivere solo nella libertà.
Il Femminile visto come altro da sé
non può integrarsi e completare
l’uomo egoico diviso in sé stesso.
Cade nel buio dell’incoscienza
ciò che non è amato senza condizioni,
perché l’attaccamento e il desiderio
creano un’insuperabile distanza,
incatenano e privano di ogni libertà.
Orfeo smanioso di riprendersi Euridice
falliva dunque nel momento decisivo:
impaziente di riavere la sua amata
si voltava per vederla e assicurarsi
di possedere il suo oggetto d’amore,
rompendo così il patto e l’incantesimo.
La perdita irrimediabile dell’alterità
significava anche per Orfeo la fine:
dilaniato da oscure forze demoniche
precipitava in una morte interiore.
Rimaneva di lui solo il canto solitario,
sempre più lontano e malinconico,
velato dal rimpianto e dal rimorso.

Ma Euridice non è ancora perduta.
Ci sarà per Orfeo un’altra possibilità.
Nulla muore nell’essenza dell’uomo
perché ogni fine è sempre un inizio,
tutto torna nel ciclo di morte e rinascita
come avviene sempre nell’eterna natura.
Orfeo incontrerà ancora una Euridice
che risveglierà in lui la donna interiore
e riproporrà la grande sfida dell’Unione,
la conquista più importante e decisiva:
l’incontro di Maschile e Femminile
che solo all’interno di sé può avvenire.
Se imparerà l’amore senza possesso
Orfeo potrà diffondere il suo canto
non più per sedurre e rapire i sensi,
ma per liberare le anime dai lacci,
per dare linfa allo spirito affamato,
per ricongiungere ciò che si era diviso.
Il compito per lui più alto e più degno.
31 agosto 2023

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