
129 La rana nel pozzo
Vecchio pozzo
rana salta
plop!
C’è tutto un mondo in queste parole
che Basho ci lascia per descrivere
un suo momento di illuminazione:
la quiete silente del vecchio pozzo,
il balzo improvviso della rana,
il suono gentile del moto dell’acqua,
l’aprirsi di quell’attimo e il chiudersi
in un silenzio ancora più profondo.
Tutto è perfezione, pura bellezza,
nulla manca in quell’istante di vita
pennellato da una mano sapiente.
Ogni senso è aperto sul mondo,
la coscienza è limpida e attenta,
tutto accade in modo naturale.
Un evento semplice e spontaneo
ha dato una scossa all’esistenza,
ha rivelato una meraviglia pura,
non contaminata dal giudizio,
eterna e sacra oltre ogni parola.
Ogni momento di vita è così,
è un salto nel vecchio pozzo,
un tuffo nelle acque del tempo
per mescolarle e rinnovarle.
Là dove erano quiete e silenzio
qualcosa irrompe all’improvviso.
Sembra l’infrangersi di un’armonia,
l’uscire da un piccolo eden
già perfetto in sé e compiuto.
Ma la vita non ascolta ragioni,
è innocente, folle e imprevedibile,
ama la novità, ricombina i pezzi
come il bambino che gioca
e non sa di ri-creare il mondo.
Alla vecchia armonia segue una nuova,
ancora più intrigante e stupefacente,
ma prima deve rompersi un equilibrio:
cerchi si formano e si allargano
in quelle acque prima immobili,
suoni ed echi si diffondono
ad annunciare una nuova nascita.
Anche la nostra coscienza si increspa,
risponde all’accadere del momento,
esce dalla quiete per godere il mistero
e alla fine riconquistare la pace.
Basho sa che l’accadere di ogni evento,
anche quello più umile e ordinario,
porta con sé il significato del Tutto.
Cos’altro ci vuole per sentirsi a casa,
per abitare una coscienza illuminata,
oltre a ciò che è vissuto nell’adesso?
Di cos’altro abbiamo bisogno noi
per sentirci un tutt’uno con il mondo?
Vecchio pozzo
rana salta
plop!
…
27 agosto 2023