
126 Il sogno della mente
-Le grandi vie di meditazione raccomandano la pratica dell’osservazione della mente…
-Sì, perché la mente che conosce il mondo non è altro che il mondo stesso.
-Puoi spiegare meglio la tua affermazione?
-Il mondo appare sempre solo nella mente, lì si forma la sua realtà. Non può esistere un oggetto senza il soggetto conoscente.
-Quindi quello che vediamo e sperimentiamo, cioè quello che chiamiamo “mondo”, esiste sempre solo nella mente che conosce.
-Certo, tenendo presente che in quel “tutto” è compresa anche la nostra realtà interiore, cioè noi stessi e il nostro universo di pensiero.
-Ma quali sono i vantaggi di osservare la mente?
-Forse non hai ancora fatto un lavoro approfondito su di te, altrimenti sapresti già la risposta. Ma niente di male, è nell’ordine delle cose, sei giovane e hai tutto il tempo.
-Se osservo la mia mente vedo solo un grande coacervo di pensieri, immagini, sensazioni…
-…insieme a ricordi, emozioni, sentimenti, fantasie, intuizioni, che si susseguono e si accavallano, perlopiù in modo caotico.
-Ho tentato alcune pratiche di controllo della mente e delle emozioni, ma con scarsi risultati.
-In effetti servono a poco. Più tenti di dominare il pensiero più crei un conflitto dentro di te tra il controllore e il controllato… che sei sempre tu. La mente divisa in due si ribella come un animale in gabbia.
-E quindi?
-Il processo mentale va solo osservato con pazienza e distacco, poi col tempo tende ad acquietarsi perché non viene più alimentato. Allora si aprono spazi di consapevolezza ed è facile realizzare che non siamo il nostro pensiero.
-Già, la mente e i suoi contenuti se osservati ci appaiono come “cose”, oggetti tra i tanti che costituiscono il cosiddetto “mondo”…
-…mentre il soggetto, ciò che veramente siamo, non può e non potrà mai essere osservato.
-Si dice infatti che l’occhio non può vedere sé stesso. Anche allo specchio o in una fotografia non vede mai sé ma solo un’immagine.
-Sì, però quell’occhio che guarda può essere e sapere di esistere, come il nostro io-coscienza è ciò che è senza poter mai diventare un oggetto, cioè altro da sé.
-Su questo mi trovo in sintonia, mi sembra di capirlo, almeno intuitivamente. Ma tornando all’osservazione della mente, come cavarsela in quel groviglio di pensieri ed emozioni?
-Se guardi con attenzione ti accorgi che il processo mentale si muove in modo molto simile al sognare. Pensieri, emozioni e immagini si collegano, si disgiungono e si mescolano in modo disordinato e confuso, proprio come accade nelle scene oniriche, dove la regia appare di solito incomprensibile: personaggi e cose in continua metamorfosi, tempi e luoghi che si confondono, storie strane e paradossali.
-È vero, di giorno mi sorprendo spesso a seguire inconsciamente catene di pensieri che sembrano un ‘sognare’ e rasentano davvero l’assurdo. Sto studiando i logaritmi e dopo pochi minuti mi trovo proiettato in luoghi e tempi lontanissimi, senza capire perché. A volte con pazienza riesco a ricostruire il percorso del mio pensiero e trovo collegamenti casuali, voli pindarici, salti logici, scene e fantasie senza capo né coda…
-Magari un filo a volte si può anche trovare, ma qui entriamo nell’universo sterminato dell’inconscio che però ora non ci interessa. Non vogliamo analizzare i particolari di un processo di pensiero, puntiamo a vedere il fenomeno-mente nella sua globalità, per coglierne l’essenza e il significato.
-In effetti mi sembra la cosa più interessante. Cercare di interpretare una fantasia immaginativa è come interpretare un sogno: ci si dibatte tra tante intelligenti spiegazioni e non si viene mai a capo di nulla!
-(ridendo) Vedi che non ti sentano i cultori della psicoanalisi! L’approccio meditativo è totalmente diverso: non cerca di “aggiustare” o migliorare la mente e l’io, perché sono proprio quelli in sé “il problema”. Ma qui il discorso ci porterebbe lontano, per ora ci accontentiamo di tornare al focus di oggi.
-Quello del vivere e pensare come un sognare?
-Sì, sai che nella storia fior di pensatori hanno insistito su questo concetto: Platone, Shakespeare, Calderon de la Barca, Schopenhauer… solo per citarne alcuni rimanendo in Occidente. In Oriente da millenni si dà per certo che la vita sia un sogno.
-Ricordo che già Eraclito parlava delle persone non filosofe, cioè i più, come i “dormienti”, coloro che vivono e agiscono come in sonno. A volte anche noi ci comportiamo come individui addormentati.
-Sicuro, su questo possiamo metterci il cuore in pace. Nelle vie di meditazione si preferisce parlare di mancanza di consapevolezza, ma il senso è lo stesso: vivere in uno stato di confusione mentale fatto di idee distorte, emozioni mal vissute, volontà cieche, fantasie insensate, follie di ogni genere.
-Oggi lo si vede in giro molto facilmente, anche tra persone che hanno ruoli di potere e dovrebbero dare l’esempio.
-Per conoscere la mente bisogna prima osservarla a lungo. Le vie di meditazione chiedono di portare l’attenzione sui pensieri e sul loro movimento finché un fatto diviene evidente: il nostro pensare durante il giorno e il sognare nel corso della notte non sono così differenti fra loro.
-Posso confermare, la mia mente nello stato di veglia lavora senza tregua, come una corrente sotterranea, anche se posso non esserne consapevole. C’è come una voce dentro di me, un dialogo continuo, un commento su tutto quello che succede. E sembra accadere da solo senza che io possa impedirlo.
-Questo ci dice quanto siamo padroni di noi stessi! Dunque se la mente è il mondo…
-…allora ne consegue che se non sappiamo governare la mente non possiamo illuderci di poter governare il mondo.
-Sì, ammesso che questo sia il nostro obiettivo e ne valga la pena.
-Mi viene da pensare che coloro che vogliono dominare il mondo sono proprio quelli che hanno seri problemi con la propria mente. Gli farebbe bene un po’ di pratica meditativa. Glielo suggeriamo?
-Per ora rimane fantascienza. Una mente malata fugge lontano mille miglia da discorsi su meditazione e ricerca personale. Ma non credere che noi siamo così diversi: ripercorrere i nostri pensieri dell’ultima mezz’ora è assistere a un film dell’assurdo, su una trama ideata da un regista poco sobrio.
-Non può essere anche divertente?
-Sì, se non ci perdiamo lì dentro, nel Paese dei Balocchi. Ma se vogliamo capire qualcosa della vita dobbiamo andare oltre.
-Ed è qui che si apre la via della meditazione…
-Certo, prima devi essere stufo di giocare col mondo e uscire dall’infanzia. Se osservi la mente abbastanza a lungo ti accorgi che ti fa vivere in un film. Ma un film non è la realtà. Se invece di vedere il mondo reale vedi solo i tuoi fantasmi mentali come puoi dire di essere nel vero? È esattamente come essere in un sogno tra chimere, personaggi da favola, fantasie oniriche, cose che come i
miraggi compaiono e scompaiono lasciando il vuoto.
-E poi, di giorno?
-Il sognare della notte continua poi durante il giorno, in altre forme ma è sostanzialmente lo stesso. Tranne rari sprazzi di lucidità che annunciano ma non sono ancora un vero risveglio.
-Curioso, al mattino ci svegliamo, ma in realtà siamo ancora immersi nel sonno della mente. Cosa fare allora per vedere il mondo così com’è?
-Bisogna liberare la mente da tutti i sogni che la obnubilano. Qui si apre lo spazio della meditazione su cui però non ci soffermiamo perché il discorso merita un’altra occasione. Per ora insistiamo sul concetto di “risveglio”. Risvegliarsi vuol dire ripulire la mente come una lente per vedere la realtà così com’è, la realtà vera del mondo. E poiché il mondo è ciò che si muove nella nostra mente, è anche un vedere noi stessi per la prima volta in quello che siamo realmente. L’ordine e la chiarezza della mente presenteranno il mondo come un cosmo ordinato. La vera conoscenza non è altro che seguire questa via.
-Che compito immane, mi fa quasi paura!
-La vera conoscenza fa sempre paura, paura di scoprire se stessi. Ma in fondo, se guardiamo bene, anche quella non è altro che l’ennesimo sogno della mente. E ti voglio rassicurare, coloro che sono giunti al risveglio non si sono pentiti e oggi vengono considerati saggi illuminati.
-Allora la paura mi è già passata, mi sento pieno di energia e pronto all’avventura. Quando si comincia?
-Si comincia ora. Se invece rimandiamo a un ‘dopo’ non muoveremo un passo, perché il domani non arriva mai.
-Perché anche il domani fa parte del sogno…
-Bravo, vedo che hai capito! E se guardi bene, noi abbiamo già cominciato il cammino con quello che stiamo dicendo, teoria che pian piano diventa pratica. Ma visto che sei così acuto, aggiungo un’ultima cosa, la più importante: non solo la mente sogna e con quel sognare crea il suo mondo, in realtà quella che chiamiamo mente è il sognare, la mente è il sogno stesso.
-Questo concetto è davvero arduo, credo di non averlo compreso del tutto.
-Allora fallo diventare la tua meditazione finché non lo avrai realizzato…
17 agosto 2023