Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


96 Anche questo passerà

Una storia Sufi racconta:
Il re chiese ai saggi di corte di scrivere un messaggio
su un piccolo foglietto da conservare nel suo anello
per trovare conforto e guida nei momenti disperati.
I sapienti di palazzo erano incerti e dibattuti
perché non era semplice trovare una formula
di pochissime parole – come il re chiedeva –
che potesse offrire la chiave della serenità
di fronte a qualsiasi dramma della vita.
Allora un vecchio servo cui il re era affezionato
chiese di poter scrivere sulla carta le parole
che aveva ascoltato un giorno da un mistico Sufi.
Il re promise di leggerle solo in casi estremi.
Non passò molto tempo che il regno fu invaso,
il sovrano era in rovina, l’esercito allo sbando.
Era il momento della disperazione più totale.
Il re si ricordò dell’anello e lesse il messaggio:
“Anche questo passerà”
Le parole lo rianimarono e gli ridiedero fiducia,
l’esercito fu riorganizzato e i nemici sconfitti.
La festa che seguì la vittoria fu magnifica,
tutto il popolo acclamava il suo sovrano.
Ma proprio al culmine della celebrazione,
tra la musica, i canti, i balli e i divertimenti,
il servitore ricordò di nuovo al re quelle parole
che riecheggiavano una saggezza antica.
Il re solo allora ne comprese il senso più vero
e guardando il suo regno gioire per la vittoria,
avendo colto la profondità del messaggio,
rileggendo quelle parole scolpite, sorrise:
“Anche questo passerà”

Passerà la gioia, passerà il dolore,
passerà la sconfitta, passerà la vittoria.
Tutto cadrà ben presto nell’oblio
sotto il manto di polvere del tempo.
La vita risana le ferite, ma non si ferma,
distribuirà nuovi affanni e nuove fortune
in un’altalena dove tutto si trasforma,
ogni cosa passa, nulla dura in eterno.
La consapevolezza di questa realtà
è per noi una fondamentale lezione:
non aggrapparsi a ciò che viene e va,
perché la fonte del dolore è proprio questa,
pensare che ciò che amiamo debba rimanere
come un bene conquistato per sempre.
Cambiare è il destino di tutte le cose.
La vita non può fermarsi e inaridire,
non è una pozza d’acqua stagnante,
è come le spumeggianti onde del mare
che si rinnovano nel loro moto eterno.
E allora è saggezza accettare il divenire,
lasciare che le cose seguano il proprio corso
come le onde che sinuose si muovono
alternando sempre il picco e la valle.
Non abbattersi nel momento della caduta,
non esaltarsi nel momento della vittoria,
mantenere un atteggiamento equanime,
attendere che il vento cambi direzione
perché certamente prima o poi lo farà:
questo è per il saggio la vera intelligenza,
il modo di affrontare la vita che dona pace.
Tutto passa, tutto va, tutto si trasforma,
le cose e gli esseri umani cambiano.
La giostra gira, le carte si rimescolano,
nuove realtà si affacciano e ci sfidano.
Ma mentre ogni cosa trascorre e va,
nel sentimento che nulla ci appartiene
perché nulla possiamo mai trattenere,
mentre osserviamo il succedersi
di dolore e gioia, di vittoria e sconfitta,
si fa chiara la coscienza di ciò che siamo.
C’è qualcosa che rimane e non passa
nel grande turbinio di esperienze di vita:
la consapevolezza di essere colui che vede,
l’osservatore sulla collina che guarda il mondo.
Qui si apre la via maestra della meditazione:
si vedono le acque arrivare e scomparire,
si osserva l’apparire e il tramontare delle cose,
ma si rimane sempre centrati in sé stessi,
imperturbati e quieti, in un sereno distacco.
Passano le stagioni, il giorno e la notte,
la fame e la sazietà, il riso e il pianto,
ma l’io resta colui che percepisce, sente,
comprende, sempre immobile al centro,
con la giostra vivente che ruota tutt’intorno.
Per le antiche sapienze tutto è un sogno,
nulla è nostro, niente permane in eterno.
Solo l’osservatore è reale e non passa.
Rimanere quel punto di coscienza immobile
è stabilirsi nella nostra vera essenza.
Ma prima di giungere alla coscienza di sé
e al distacco dagli accadimenti nel mondo
una profonda comprensione deve illuminare
ogni nostra esperienza e momento di vita,
quella contenuta in tre semplici e scarne parole:
“Anche questo passerà”…
7 febbraio 2023

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