Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


97 Intelligenza innocente

Strani animali comparvero sulla Terra
in quel mondo lontano, all’alba dei tempi.
C’era in loro qualcosa di diverso,
nel portamento e nello sguardo,
nelle movenze e nell’espressione del viso.
Era spuntata una nuova intelligenza
che donava un fuoco vivo agli occhi
e dava intensità alle emozioni.
I suoni della voce si modulavano
secondo nuovi sensi e intenzioni
diventando man mano segni e parole.
I primi uomini mostravano reazioni
non dettate solo da fame e paura,
ma da trame più sottili e complesse
del pensiero e del sentimento.
Dal buio dell’incoscienza animale
sorgeva una presenza a sé stessi,
un barlume della consapevolezza
di essere e vivere, di sapere e volere.
Una forza che era dominio di sé
dava una strana sensazione di potere,
una libertà mai vista prima sul pianeta.
Quei primi uomini di un’età primordiale
erano destinati a dominare il mondo,
stabilendo una nuova legge del vivente
che assegna la vittoria non al più forte,
ma all’individuo più intelligente e astuto.
Da lì cominciava anche la separazione
tra l’essere umano e il mondo naturale,
prima fusi in un’unica armonica realtà.
Era la perdita dell’innocenza originaria,
l’uscita dall’eden e l’ingresso nel mondo
con tutti i suoi inconciliabili dualismi,
i drammi, le miserie, le esaltanti conquiste.
La vita diventava un’avventura consapevole,
non più inconscio movimento degli istinti.
Ma la nuova ragione umana ormai spuntata,
brillante luce che illumina il braccio e l’azione,
si presentava come un potente strumento
di calcolo, creazione, arte e conoscenza
e insieme terribile arma di dominio e distruzione.
Ora tutto era possibile, senza limiti al pensabile,
oltre i cicli naturali che tutto regolano e bilanciano.
L’uomo si muoveva libero con la sua volontà
tra le sponde opposte del bene e del male,
realtà che il mondo naturale non conosce.
Sappiamo poi com’è andata nei millenni,
una storia dell’uomo piena di luci e ombre:
esaltanti conquiste e rovinose cadute,
lotte strenue con la natura e slanci poetici,
inquietudini antiche e nuove sensibilità,
incubi di barbarie e sogni di progresso,
arti, filosofie, superstizioni e magie.
Tutto quello che poteva essere inventato,
concepito e realizzato dagli esseri umani
ha preso forma nel cammino della storia.
L’uomo ha cambiato il volto del pianeta
ma si è allontanato sempre più dalla natura,
ha smarrito le origini condivise con il creato,
non ha più ricomposto quella frattura iniziale
che lo fece nascere in un’alba lontana.
Ritrovare l’innocenza perduta è l’imperativo
per un nuovo salto nell’evoluzione umana.
L’essere che abbandonò l’incoscienza animale
per conquistare una consapevole libertà
dovrà tornare alla natura non più da dominatore,
ma come intelligenza creativa multiforme,
coniugata con l’innocenza semplice e pura
che si trova nel mondo naturale del vivente.
Ma l’equilibrio con la natura e il cosmo
l’uomo dovrà costruirlo prima dentro di sé,
perché tutto ciò che è visto all’esterno
è sempre un riflesso del mondo interiore.
L’armonia tra corpo, mente ed emozioni
farà sì che l’intelligenza sia posta al servizio
della vita e giammai dell’istinto del predatore.
Sarà la visione di un uomo che si riconosce
come piccolo atomo di un universo sterminato
dove nessuno può ergersi come dominatore,
perché tutto ciò che esiste è una sola Realtà.
Questo sarà il sentire di una nuova umanità
ormai riconciliata con la natura-madre:
c’è una radice comune per ogni vivente,
una sola volontà di vita in ogni esistenza,
un destino che unisce le realtà del mondo.
Conoscere sé stesso è il compito supremo
che l’uomo si è assegnato alla sua nascita.
Sarà l’intelligenza nutrita di innocenza
a dargli le ali e a condurlo alla meta.
11 febbraio 2023

Home Articoli