
115 Sulle ali di un pensiero errante
Sulle ali di un pensiero errante
un’immagine crepuscolare prende forma,
incerta nei contorni ma vivida nei colori,
a sfidare gli angusti confini dell’intelletto.
Spuntata nella mente come un’epifania,
aggrappata ai tenui fili di un’intuizione
nata chissà come, chissà dove,
vive nel presente dello spazio interiore,
luogo che non contempla la memoria.
La parola non può esprimere l’essere,
può solo indicare per cenni e segni,
con simboli poveri dagli oscuri sensi.
Intelletto e discorso incontrano un limite,
oltre non possono gettare lo sguardo.
Non è dato al pensiero rigido e meccanico
di trascendere sé stesso e il conosciuto.
Non può esserci spazio di creatività
nel mondo del calcolo, della misura razionale,
di ciò che prepara e attende il predicibile.
Sui versanti scoscesi del pensiero obliquo
può invece irrompere una forza intuitiva,
uno sguardo che coglie d’un balzo un senso,
sperimentando nuovi territori ed emozioni,
al di fuori di ogni percorso conosciuto.
L’immagine può librarsi oltre l’ovvio,
aprire nuove vie di comprensione,
indicare il picco di un’esperienza
che resta singolare e non comunicabile.
Perché ogni esperienza è incomunicabile,
rimane celata nello scrigno dell’interiorità,
sacra e inviolabile nel suo senso ultimo.
Sulle ali di un pensiero nomade
immagini appaiono e si mescolano
con la vitalità e la forza ancestrale
di ciò che si sottrae ad ogni comando.
Qui è la differenza insuperabile
tra due ordini di realtà dell’umano:
la dimensione razionale di non libertà
che offre sequenze di pensiero obbligate
entro i circuiti della logica calcolante;
la dimensione super-razionale di libertà
che non prevede mappe, modelli e norme,
ma li costruisce via via in modo nuovo.
Tutti noi conosciamo le due forme di vita,
le frequentiamo e le viviamo ogni giorno,
anche se spesso in modo inconsapevole.
Quando la parola non basta più può accadere:
un’intuizione fa balenare un’immagine;
un sentimento ci guida infallibile a capire;
una percezione ci svela ciò che non è detto;
un gesto si compie spontaneo senza pensiero;
una visione ci proietta nel reame del numinoso;
una consapevolezza più fine ci anima e offre
un senso più profondo e pieno della vita.
Dal pensiero discorsivo alla visione intuitiva:
questa è la via per chi ha condotto l’intelletto
ad esaurire le proprie possibilità di inventare
per aprirsi a pensieri che fluttuano errabondi,
liberi di muoversi a concepire l’impossibile
nell’insondabile spazio della fonte dell’essere.
6 luglio 2023