
102 Vita anonima, vita senza nome
Nessuno vuole vivere una vita anonima
che lo veda essere un semplice numero.
Ogni individuo è sempre unico e speciale,
vuole manifestare le sue qualità personali,
ciò che lo rende riconoscibile nel mondo.
La vita frenetica della contemporaneità
lascia milioni di persone nell’anonimato.
Da qui il disperato desiderio di contare,
di apparire sulla scena, di essere qualcuno,
per conquistare quel minuto di notorietà
che faccia spuntare dalla massa amorfa
dove il destino è rimanere nell’oblio.
Ma a volte capita l’imponderabile.
Dopo aver lottato per dimostrare agli altri
di esistere, di essere qualcosa, di valere,
di fronte alla frustrazione e al vuoto
che accompagnano sempre quel tentativo,
alla fine può emergere una scelta radicale:
accettare di essere nulla e passare
dalla vita anonima alla ‘vita senza nome’.
Vivere senza nome è rifiutare le etichette
che ci sono state imposte dalla società,
significa rigettare tutte le identità fittizie
che vorrebbero definirci e imprigionarci.
Vita senza nome è vivere nella libertà,
affrancati dal peso del dover essere,
liberati dal bisogno di approvazione altrui,
sciolti da dipendenze e condizionamenti.
Molti mistici cristiani di lontani secoli
affermavano la bellezza di essere nulla.
Non possedere niente e annullarsi
era la via diretta per ascendere al Divino.
Vivere senza nome per elevare l’anima
alla visione più alta, dove perdersi
per ritrovarsi nell’unione con l’Eterno.
Questa era la scelta estrema del mistico
che nella rinuncia realizzava sé stesso,
vivendo il più grande dei paradossi:
spogliarsi di ogni cosa e avere il Tutto.
Ne Il Nulla divino Meister Eckhart
ci conduce su l’impervia via dell’ascesi:
Tutto il tuo essere / deve annullarsi,
allontana ogni qualcosa e ogni nulla!
Lascia il luogo, lascia il tempo, e anche
le immagini! / Procedi senza strada /
sullo stretto sentiero e troverai
la traccia del deserto.
Parole potenti di uno spirito libero
che non teme il sacrificio ultimo di sé
e scioglie l’anima in un canto d’amore:
O anima mia, esci, che Dio entri!
Affonda tutto il mio essere nel nulla divino,
affonda nel flutto senza fondo!
Parole piene di silenzio e di gloria
dove non arrivano il chiacchiericcio,
la superficialità, l’urgenza di apparire,
la smania di possedere e dominare.
Il mistico sa che rinunciare a sé è la via,
si deve diventare un nulla per fare spazio,
per far sì che il divino possa irrompere
con tutta la sua potenza e la sua luce.
Perché non ci possono essere “altri”
se il divino è uno ed è tutto ciò che è.
È la grande lezione che ci lascia Eckhart.
Vivere senza nome è il dono più grande
per un essere umano che cerca il vero.
È abbandonare ogni identificazione
per tornare al proprio sé autentico.
È spazzare via dalla propria coscienza
ogni egoismo e senso di superiorità,
ogni negatività e pensiero di separazione.
È ritrovare l’innocenza e la semplicità,
la fiducia, la compassione e la quiete.
È vivere appieno la propria libertà
e la propria manifestazione nell’umano.
Non importa avere un nome o una fama,
queste sono cose esteriori che cadranno
con la morte e non lasceranno traccia.
Il fine ultimo della vita è essere uno con l’Uno,
solo a questo si volge il vero spirito religioso
nella ricerca di ciò che non muore,
di ciò che non passa e non tramonta,
di ciò che non si coprirà della polvere del tempo.
6 marzo 2023