
103 Sulla scacchiera
Sui quadri bianchi e neri della scacchiera
si combattono le più accanite battaglie.
I pezzi del gioco si muovono inesorabili,
in perfette ed eleganti geometrie
dove nulla è lasciato al caso,
perché affidare le sorti alla fortuna
sarebbe votarsi a sicura sconfitta.
Due intelligenze si confrontano
su un infido campo di battaglia,
in un gioco sottile di strategie
dove ciò che conta è la salvezza.
Saranno l’astuzia e la perspicacia
a decretare il vincitore della contesa,
non l’improvvisazione scomposta
che sempre soccombe all’avvedutezza.
Ecco allora i pezzi schierarsi sul campo
e comporre l’esercito in ogni reparto.
Sono tutte figure maschili, tranne una
che però risulta essere la più importante
e decisiva per l’esito della battaglia:
Il Cavallo imprevedibile nelle sue mosse
L’Alfiere micidiale e sempre in agguato
La Torre rocciosa a presidiare il territorio
I Pedoni combattenti umili e affidabili,
temibili quando agiscono insieme.
Ma è la Regina il pezzo più potente,
che esprime l’energia del movimento
e le scelte della strategia più fine.
Il Re è la sovranità da proteggere,
l’estremo baluardo da difendere
per il quale vale ogni sacrificio.
La vittoria sarà alla fine conquistata
con l’azione di due principi-forza,
gli elementi del maschile e del femminile:
estro e razionalità, prudenza e azione,
calcolo e fantasia, attesa e rapidità,
irruenza, sacrificio, inventiva, dono,
calma, disciplina, astuzia ed eroismo
-tutte le possibilità della vita umana-
protagoniste di uno scontro esiziale
tra le sponde della vita e della morte.
Le regole del gioco sono ferree,
ma rendono la contesa vera e leale.
Quando la battaglia si infiamma
non sono ammesse iniziative individuali,
fughe, rinunce o capricci narcisistici.
La forza è sempre nell’unità di gruppo,
ciascuno al servizio di tutti gli altri,
per un bene più grande e collettivo.
Non si deve sbagliare una mossa,
ogni errore è punito in modo impietoso
e ricade sulla strategia generale.
Ma non sempre c’è lo sconfitto,
a volte una situazione di stallo
o una posizione di equilibrio decretano
la parità finale, senza vinti né vincitori.
Accade anche che un semplice pedone
possa diventare una nuova regina
e capovolgere le sorti della battaglia
quando tutto sembrava perduto.
Innumerevoli sono le situazioni
e le scelte possibili su quel quadrato,
infinite le varianti che ad ogni passo
offrono nuove aperture e soluzioni,
moltiplicandosi in modo esponenziale.
Gli scacchi sono una metafora della vita
con tutte le sue gioie e i suoi drammi,
raccontata su 64 riquadri bianchi e neri,
percorsi in ogni direzione immaginabile.
Nel grande gioco dell’esistenza
si dà anche il momento della lotta,
per una causa, per un fine di giustizia,
per una volontà, un desiderio, un’idea.
Quando lo scontro si fa inevitabile
dobbiamo prepararci a interpretare
tutti i possibili ruoli nella battaglia,
di re o di regina, di torre o di pedone,
di eroe, di sconfitto o di vincitore.
Importante non è però solo la vittoria
quanto l’aver combattuto lealmente,
con correttezza e rispetto per l’avversario,
con intelligenza, saggezza e senso del limite,
accettando anche la sconfitta, se accade,
come parte del grande gioco esistenziale,
come inevitabile esperienza dell’umano.
14 marzo 2023