
105 Fermare il tempo
Nella mente scorre un fiume inarrestabile di pensieri.
È un processo spontaneo, un movimento incessante.
Immagini e scenari si mescolano e si accavallano,
emozioni e sentimenti fanno irruzione nell’adesso.
Il pensare si struttura in un ‘prima’ e in un ‘dopo’
come sequenza di percezioni, idee e memorie.
La mente vive nel tempo, crea il tempo, è il tempo.
Non può esistere l’una senza l’altro, l’altro senza l’una.
Ma se le immagini svaniscono e la mente è silenziosa,
quando cessa il lavorio inesauribile del pensare,
si arresta quel fluire ininterrotto che ne è l’essenza.
Allora si ferma anche il tempo come è conosciuto:
non più corpo, non più mente, non più mondo,
non più cose, né fenomeni o identità e descrizioni.
È un ritorno alla sorgente originaria degli eventi
che in sé non muta e non vive nella temporalità.
Ciò che rimane è un vuoto creativo atemporale,
l’eternità come istante di un tempo non-tempo
in cui lo scorrere delle cose è pura apparenza.
In quell’istante c’è tutto quello che è stato, è e sarà,
in esso ogni cosa sorge, vive e si dissolve.
È lo stato di colui che cerca nello spazio interiore
un diverso e più alto livello di consapevolezza.
Quando il senso di presenza si fa più intenso
il flusso di pensieri si acquieta e si estingue
in modo semplice e naturale, senza sforzo,
come il diradarsi delle nuvole all’orizzonte.
Nella quiete silente di un vuoto senza confini
per la prima volta riluce un riflesso di eternità.
Il corpo e la mente continuano nel tempo
come fenomeni apparenti della realtà sensoriale,
ma colui che osserva rimane imperturbato.
Nel momento in cui emerge la coscienza di sé
colui che vede è già al di fuori di quello scorrere.
La foglia trasportata dalla corrente del fiume
non si accorge del fluire perché vi partecipa,
ma il sasso immobile in mezzo al torrente
può vedere il movimento delle acque.
Così è per chi osserva ogni cosa con distacco,
realizzando la verità del sé e l’illusorietà del mondo.
Meditare è la via maestra per fermare il tempo.
La coscienza atemporale emerge vivida e luminosa
solo quando la mente è immobile, silente e pura.
Allora il frastuono del mondo si perde lontano,
di là dai confini di un tempo che si scioglie nell’eterno.
31 marzo