Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


108 La realtà del Tutto-Nulla

-Molte vie di ricerca spirituale affermano che ciò che esiste è una sola Realtà. Le espressioni usate per descriverla sono Uno, Primo Principio, Assoluto…
-Ogni termine e solo un povero tentativo di definire l’esistere di tutte le cose. Quale tra i diversi nomi ti attira di più?
-Mi attrae e mi sconcerta l’espressione Tutto-Nulla, che appare paradossale, contraddittoria, ma al tempo stesso seducente per l’intelletto.
-I paradossi sono sempre estremamente intriganti e ricchi di implicazioni. Tutto-Nulla è una coppia di opposti che appaiono incompatibili perché dovrebbero escludersi a vicenda.
-In effetti sembra un’espressione vuota che non serve a descrivere il reale. Come fa un Tutto ad essere Nulla? Come fa il Nulla a coincidere col Tutto? Forse è una burla filosofica, un sofisma o un termine fumoso inventato da persone che non sanno niente.
-Vediamo allora se il concetto è pensabile, proviamo a prenderlo sul serio, senza precipitarci alle conclusioni.
-È molto difficile pensare il Tutto-Nulla come una realtà effettiva, concreta e descrivibile.
-Sì, accade per molte cose della vita che non si possono spiegare con le parole, nella logica della ragione. Ma in alternativa possiamo usare delle metafore, oppure esempi, analogie, suggestioni.
-Bene, allora mi piacerebbe un esempio concreto di come si possa concepire un Tutto-Nulla.
-Immagina un oggetto che si muove nello spazio a velocità crescente e che tu puoi osservare quando ti passa davanti. Man mano che aumenta la velocità sempre più difficilmente tu riesci a distinguerne i particolari, il colore o la forma o un qualsiasi dettaglio.
-Be’, se si muove con la rapidità di un fulmine credo di non poter vedere davvero come è fatto. Oltre un certo limite sarà come se non lo vedessi più…
-Bene, facciamo che quell’oggetto possa raggiungere una velocità infinita muovendosi in uno spazio senza limiti. Allora dove sarà quel ‘qualcosa’?
-In questo caso si troverà in infiniti luoghi contemporaneamente, sarà ovunque in quella infinità…
-E quindi?
-Quindi dobbiamo pensare che sarà dappertutto e al tempo stesso… in nessun luogo!
-Perché ogni luogo sarà raggiunto istantaneamente e l’oggetto sarà in tutti gli infiniti punti reali e pensabili dello spazio. Dovunque e da nessuna parte.
-Dunque questa è una metafora per raffigurarci il Tutto-Nulla: qualcosa che è in tutti luoghi, ma al tempo stesso non si trova in nessun luogo preciso perché è impossibile dire dove è in un certo momento…
-Sì, diciamo che potrebbe essere la soluzione del paradosso. L’essere si mostra dovunque, è ovunque, ma al tempo stesso non si trova da nessuna parte, non è realmente né qui né là. Quindi è… e non è! È un Tutto-Nulla.
-Questo però solo nel caso che il movimento di quel ‘qualcosa’ si dia ad una velocità infinita…
-Sì, perché una velocità finita, cioè misurabile, rimarrà sempre un nulla rispetto all’infinito. Se io viaggio a miliardi di chilometri al secondo, rispetto all’infinità dello spazio è comunque come sé stessi fermo. La distanza di miliardi di chilometri rispetto all’infinito è un niente. Eoni di tempo rispetto all’eternità non sono neanche un battito di ciglia.
-Ma Einstein ha dimostrato che non si può superare la velocità della luce, è una legge fisica assoluta.
-Certo, è un limite insuperabile… per la luce!
-Perché, c’è forse qualcosa che può infrangere quel limite?
-Sì, un principio immateriale che non soggiace alle leggi fisiche del cosmo materiale: la Coscienza. Immagina una luce che può illuminare simultaneamente ogni angolo di uno spazio. La luce non è solo nello spazio, è quello spazio. Allo stesso modo la coscienza può essere istantaneamente ovunque e dà una realtà a quel vuoto. Perché senza la coscienza non ci può essere alcuna realtà.
-Be’, io posso immaginare un mondo lontanissimo nello spazio che non è e non sarà mai percepito da alcun essere cosciente…
-Non direi, in questo momento la tua coscienza lo sta raffigurando, lo sta concependo, lo sta creando, anche se solo come idea. Un oggetto di fantasia ha sempre bisogno di un qualcuno che lo vede.
-Quindi la coscienza non è nel mondo, ma è il mondo stesso…
-In questa prospettiva, la coscienza e il mondo sono la stessa cosa.
-È una visione che mi dà la vertigine. È come vedere la realtà dissolversi, perdere ogni concretezza…
-Se andiamo alla fisica delle particelle della realtà subatomica troviamo il famoso principio di indeterminazione della Fisica quantistica, che afferma l’impossibilità di stabilire la posizione esatta di una particella in un dato istante. Se l’elettrone si muove a velocità relativistiche in uno spazio infinitesimale, dove puoi trovarlo e come puoi definirlo se non in termini probabilistici?
-La realtà scivola via davanti ai nostri occhi, come il divenire di Eraclito. Se penetriamo nella profondità della materia, in quel brulicare pazzesco degli atomi ogni cosa diventa incerta, indeterminata, sfuggente, indefinibile…
-Tutto si muove a una tale velocità che possiamo dire che è e non è al tempo stesso. È la manifestazione microcosmica di quel Tutto-Nulla di cui stavamo parlando.
-Dunque nulla sta mai fermo, in questo senso non si può mai determinare la struttura di una cosa come una sostanza perché tutto diviene, tutto muta incessantemente passando dal nulla al nulla, pur essendo qualcosa…
-E avendo una velocità infinita il Tutto-Nulla accade in un momento, senza un prima e un dopo. Non ci può essere tempo o distanza che non siano immediatamente superati.
-Quindi, se consideriamo l’esistenza nella sua totalità, tutto è già compiuto, nulla accade realmente… da sempre e per sempre…
-Se guardi bene, tutto l’esistente è una sola cosa che accade in un singolo momento, anche se, nella percezione della mente individuale, tempo e spazio si dilatano, si srotolano come mondo, nella forma dell’universo come noi lo conosciamo.
-È una forma di panteismo?
-Lasciamo le etichette, non servono molto quando vogliamo descrivere la realtà. Sono concettualizzazioni limitanti, che creano solo contrapposizioni e fraintendimenti.
-Dunque il Tutto-Nulla che è Coscienza rallenta la sua velocità infinita, frena la sua corsa, per…?
-…Per percepire sé stesso nel gioco di tutte le sue infinite apparizioni, nella indeterminatezza del divenire, nel contrasto e convivenza di tutto e nulla che è l’essenza di ogni ente reale.
-E la nostra individuale coscienza?
-Fa parte di quel gioco cosmico, di cui rappresenta un frammento, una visione parziale, un livello più basso di frequenza in cui percezioni, memorie, pensieri, emozioni prendono forma e svaniscono un attimo dopo in quel nulla da cui sono spuntati. Oppure, se preferisci, la coscienza singola è separazione, limitazione, punto prospettico, ente individuale che per un attimo sembra reale.
-“Sembra” reale o lo è davvero? Noi esistiamo realmente o siamo solo un ‘sogno’ di quella infinita Coscienza Tutto-Nulla? Confesso che ho timore a trarre la conclusione…
-(ridendo) Da quello che abbiamo visto fino ad adesso, tu cosa dici?
12 aprile 2023

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