
112 Il centro spazio di libertà
Quelle che vediamo nel mondo non sono “cose”
ma processi, trasmutazioni, vita in movimento.
Nulla è statico nella realtà, nulla sta fermo,
niente è semplicemente quello che appare,
ciò che è ora non è mai ciò che era e sarà.
La legge del cambiamento regna e dispone
perché la vita possa rigenerarsi all’infinito.
Nascita e morte si alternano nel moto esistenziale,
l’una apre le porte all’altra, la invita, la prepara,
un legame profondo tra le discordi forze si rivela
nel gioco che conduce ogni ente al suo destino.
La realtà ultima di ogni esistenza è inafferrabile,
nessuna definizione può contenere e descrivere,
nessun numero può misurare e parola spiegare
ciò che rimane indecifrabile nella sua essenza.
Non possiamo sapere cosa siano il rosso o il verde
se non abbiamo mai visto il rosso e il verde.
Non possiamo capire cosa siano il dolce o l’amaro
se non li abbiamo assaggiati almeno una volta.
Non possiamo comprendere il piacere e il dolore
se non ci siamo ancora passati attraverso.
Ma anche quando ne abbiamo fatto esperienza
ci accorgiamo di non avere afferrato l’essenziale.
La conoscenza resta sempre ai lati della cosa,
è un maldestro tentativo di rendere ragione
di qualcosa che rimane ad un’abissale distanza.
Quell’essenza che sempre sfugge allo sguardo
è incomprensibile perché non obbedisce a ordini,
è il principio di libertà che è la natura di ogni ente,
è lo spazio incontaminato dove ogni cosa è ciò che è.
Nulla è meccanico, risaputo e prevedibile
nel nucleo profondo di ogni reale esistente:
come dimensione di interiorità e luogo di verità
l’essenza non sottostà al tempo e a condizioni,
non si fa rinchiudere negli schemi dell’intelletto.
Dall’archetipo eterno di un’intelligenza infinita
ogni ente si origina e intraprende il suo corso
compiendo in sé stesso il proprio essere,
mostrandosi nella trasparenza della forma,
offrendo la ricchezza dei suoi mille volti,
ma rimanendo al tempo stesso puro e inviolato
perché il mutamento è solo parvenza fenomenica.
Nella profondità insondabile della sostanza reale
nulla davvero si muove o cambia o trascorre.
Gli eventi del mondo si avvicendano tumultuosi
in una girandola di colori, fenomeni ed emozioni,
in una festa di vita che celebra l’illusione e la bellezza,
ma il centro della ruota rimane quieto e immobile,
non scalfito o perturbato dalle onde in superficie.
Il centro dell’ente è la sua vera essenza immortale.
È lo spazio di libertà che non contempla opposti.
È l’affermazione sacra della propria origine eterna.
È il senso profondo dell’esistenza come miracolo.
È il supremo mistero che in eterno sarà custodito.
È creazione pura che si dischiude solo nella libertà.
22 giugno 2023